1994 – 2004 VENTI ANNI DALL’OCCUPAZIONE

 Il 9 gennaio 1994, dopo un mese di occupazione e varie programmazioni artistiche di grande qualità, il Teatro delle Commedie di Livorno viene sgomberato.

Oggi, a venti anni da quella esperienza il Nuovo Teatro delle Commedie, che da aprile è gestito da Pilar Ternera, Arci Ars Nova e Cooperativa Marte, insieme agli ex occupanti vogliono ricordare quell’esperienza e creare un momento di riflessione con la città sulla gestione degli spazi culturali cittadini. Così sabato 25 gennaio a partire dalle ore 17 al rinnovato NTC, avrà luogo una giornata completamente dedicata alla storia dello spazio e più in generale degli spazi sociali e culturali a Livorno. L’iniziativa si apriràcon un incontro sul tema aperto a tutti, a cui seguirà alle ore 21 la proiezione di due documentari che raccontano non solo quell’ esperienza, ma il percorso attraverso cui vi si arrivò, “Questa storia non mi piace! Gli spazi sociali a Livorno dagli anni ‘80 al 1993 “di Luca Falorini e “Oltre il Sipario (Storia di un teatro liberato)” di Enrico Pompeo prodotti da Anthony Perkins productios. La serata si concluderà poi con un concerto con un ospite a sorpresa, protagonista di quei giorni di occupazione.

Trascorsi 20 anni da allora la città è cambiata profondamente, è stato definitivamente smantellato il tessuto industriale, con la crisi irreversibile del porto, sono state operate variazioni urbanistiche colossali, con la nascita di nuovi quartieri e una selvaggia cementificazione del territorio, si è dato il via a progetti come il rigassificatore o il nuovo ospedale, è progressivamente esploso il problema dell’emergenza abitativa, oggi di estrema gravità nella nostra città, è stato realizzato un disegno di ristrutturazione degli istituti educativi che ne hanno minato la qualità e la quantità in maniera devastante, è stato dato ampio credito e spazio ad offerte di lavori precari che hanno segnato irrimediabilmente il tessuto sociale.

La risposta dei movimenti a tutto questo, e ad altro, è stata importante, tanto che oggi si contano molte strutture occupate, vari comitati di tutela della salute e dell’ambiente, un’università popolare, un mensile ed un blog di controinformazione ed un teatro,appunto, quello delle Commedie, finalmente restituito alla città, in un’ottica di apertura, circolazione di saperi, sperimentazione.

Uno dei motivi che in quel lontano 1994 spinse ad occupare il teatrino fu senz’altro la necessità di restituire alla città uno spazio di aggregazione che permettesse alle persone di instaurare e stabilire relazioni interpersonali, politiche e sociali pur mantenendo la propria individualità, un LUOGO appunto, cioè uno spazio che per sua natura è identitario e relazionale.

Purtroppo invece abbiamo assistito alla proliferazione di non-luoghi, di spazi anonimi senza storia e senza identità ed alla creazione dell’individuo universale e neutro (l’utente/cliente medio), nonché al continuo tentativo di distruzione dei rapporti sociali di qualsiasi tipo. Per questo motivo è indispensabile rimpossessarci della nostra città come LUOGO identitario, relazionale e storico in cui sia possibile ricostruire l’individualità di ciascuno distruggendo “l’uomo medio”, “l’essere umano generico e senza distinzioni “ creato dalla società dei consumi e dove ristabilire relazioni profonde.

Quelle relazioni in cui sia possibile riconoscersi come donne, come uomini, come persone perfettamente in grado di contribuire collettivamente alla costruzione di un futuro diverso per Livorno.

Per far questo bisogna ripartire dalla nostra storia culturale, dalla storia degli spazi cittadini.

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