Sul Lungomai di Livorno, Sprecarsi a Livorno è la cosa più facile del mondo. Tutto ti aiuta a farlo

Simone Lenzi sveste i panni del cantautore e frontman dei Virginiana Miller e si cimenta nella sua seconda opera scritta. “Sul Lungomai di Livorno” segue a poco più di un anno il primo lavoro del livornese “La Generazione”, libro da cui Paolo Virzì ha preso ispirazione per il film “Tutti i santi giorni”.

Attraverso la narrazione autobiografica di uno scorcio di vita dell’autore, il libro racconta anche dei livornesi e di Livorno. Ne viene fuori un resoconto un po’ malinconico e un po’ rassegnato di questa città e dei suoi abitanti, che sembrano essere così radicati e attaccati alla loro Livorno che non riescono o non vogliono andarsene. Forse colpa del monumento simbolo dei Quattro Mori, gli schiavi incatenati sotto la statua di Ferdinando I de’ Medici, costretti dalle catene a guardare per sempre verso il mare, o forse colpa della statua de “Il pensatore” che posta sul lungomare ardenzino guarda pensierosa e fissa verso l’orizzonte e le isole, che i livornesi non riescono a staccarsi da questa dimensione locale, e dove si sta meglio di qui?.

Anche i personaggi che si susseguono nel corso delle pagine, sia i più noti al mondo livornese, ma anche quelli incontrati dall’autore per caso, sono portati a testimonianza di questa staticità intrinseca in chi abita in questa città. Staticità intesa come non ambizione, accontentarsi della routine, perché i livornesi viaggiano sì, si spostano anche per lunghi periodi, ma poi alla fine tornano tutti a casa.

La scrittura di Simone Lenzi, che rivela a tratti una sottile e un po’ amara ironia, ci trascina in un sol fiato attraverso le vie della città, e senza farne troppo sfoggio, passa da riferimenti di alta letteratura, come Wallace Stevens o Poe, alle citazioni della parlata livornese, che di aulico ha ben poco, ma che nasconde secondo l’autore dei significati e delle motivazioni ben più profonde del semplice vernacolo.

Leggere il libro da livornesi produce una sensazione strana, perché Simone Lenzi mette per iscritto quello che molti pensano ma non hanno il coraggio di dire o di fare. Chi non ha pensato almeno una volta che Livorno non offre niente, ma poi subito dopo ha lasciato volar via questo pensiero per correre a prendere il sole sul mare?

Ma la colpa è degli abitanti con poca ambizione o della città che trattiene a forza i suoi cittadini con le sue poche ma abituali attrattive? Ad ognuno la sua sentenza. L’unica cosa certa è che Simone Lenzi ha tracciato in modo perfetto le caratteristiche di una città particolare, che in fondo è sempre la stessa così come i suoi abitanti, e che non puoi non amarla o tornarci anche quando stai a chilometri di distanza. Livorno ti trattiene pietrificandoti e mettendoti delle catene che non riuscirai più a levare, ma tanto, in fondo, e dove si sta meglio di qui?.

 

 

Potrebbero interessarti

14368871_1136942613027019_6696092964692043915_n

Aspettando COUNTDOWN PARTY @ NTC

Aspettando COUNTDOWN PARTY, la festa di inaugurazione della stagione 2016/2017 del Nuovo Teatro delle Commedie.   Venerdì 30 dalle ore 20 aperitivo, interventi comici, spettacolo, milonga e dj!!! Per il programma completo: https://bit.ly/2cxPE9K   Nell’attesa, abbiamo intervistato i protagonisti della serata, ecco a voi Dani Rovai!   Nome: Dani Età:...

MUSICA DER MAUER

Der Maurer e Sebastiano De Gennaro per un omaggio a John Cage @NTC

Venerdì 10 gennaio alle ore 23 sul palco del Nuovo Teatro delle Commedie saliranno Der Maruer e Sebastiano De Gennaro con il loro lavoro “1940 / 19’40””, un album realizzato in omaggio a John Cage. L’album è uscito ad aprile 2013 per Trovarobato Parade, nell’anno successivo alle celebrazioni del...

»